Ho pensato tanto a come iniziare questo post. Perchè ieri sera sono successe tante cose belle. Così ho pensato di iniziare con questo pezzo della Filarmonica di Berlino: musica sublime, equilibrio fantastico, tanti strumenti che si fondono in un suono melodioso e unico, grandi musicisti che insieme formano una squadra insuperabile. I meglio.
Lasciatevi trasportare da questa breve esibizione, rilassatevi e godetevela fino in fondo, magari ad occhi chiusi...
Bene, ora possiamo cominciare con la cronaca della partita.
3 a 0. Dico tre a zero. Battuta la prima in classifica.
Grande prestazione della squadra, nel suo complesso, una Filarmonica di Berlino bellunese con l'esaltazione di un paio di giocatori.
Ed è stata partita vera. Giocata punto su punto. Ricezioni, alzate, schiacciate. Muri e difese. Pochi errori, tanti punti.
I parziali si spiegano da soli: 30 a 28 il primo set - 25 a 23 il secondo. Solo il terzo è risultato apparentemente più facile, ma solo per merito nostro: concentrazione massima fino alla fine e vittoria per 25 a 13.
Ma questa giornata sarà ricordata per due eventi.
1. La super prestazione di Sandro. Grande. Partito lentamente, si è esaltato nel corso della gara con bombarde in lungolinea e diagonale, muri e difese. Prestazione MAIUSCOLA tanto che a fine partita qualcuno - più di uno - dispiacendosi che Pier sta poco bene ha anche detto: "E' bene che Pier si prenda tutto il tempo che gli serve per guarire perfettamente. Anche se servirà qualche settimana, per il suo bene, che si curi in tutta tranquillità" (Forza Pier!)
2. Super Fabio. E sì, quando ci vuole ci vuole. C'è riuscito. Anzi, c'è riuscito due volte. Un muro e una schiacciata (a punto). Ma è la schiacciata che merita la nostra devozione. E infatti tutta la squadra se ne è accorta, anche gli avversari a dire il vero che hanno guardato quella palla cadere e lasciare il segno sul parqet, abbondantemente dentro il campo. E' stato un attimo, un attimo dove il tempo si è fermato. Tutti abbiamo ammirato una figura sinuosa che , spinta da chissà quali ali misteriose, si è alzata in cielo, il tetto della palestra è scomparso e una strana luce ha acceso il campo. Il braccio destro è salito ancora più in alto e poi il gran colpo, la palla che quasi sfugge alla vista, si deforma e cade. Punto. Gran punto. Dopo un altro momento di silenziosa estasi il boato dello stadio. Quando ci vuole ci vuole.
BRAVI RAGAZZI!!
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